Corso di Alta Formazione

L’Approccio Umanistico-Esistenziale

nelle Cure Palliative

Corso di Alta Formazione

L’Approccio Umanistico-Esistenziale

nelle Cure Palliative

Corso di
Alta Formazione

L’Approccio
Umanistico-Esistenziale
nelle Cure Palliative

Prendersi cura, nel modello umanistico-esistenziale, significa incontrare l’altro nella sua interezza, accompagnarlo nella ricerca di senso anche quando la guarigione non è più possibile.

Il Corso di Alta Formazione “L’Approccio Umanistico-Esistenziale nelle Cure Palliative” nasce per formare professionisti capaci di restituire dignità, significato e speranza alla persona malata, integrando scienza, empatia e consapevolezza.

Un percorso che unisce teoria e pratica, riflessione personale e strumenti operativi, per trasformare la cura in un’esperienza di autentica presenza e umanità condivisa

Il corso sarà accreditato (200 crediti ECM) e rivolto alle le seguenti professioni:

Medico Chirurgo
Discipline: Anestesia e Rianimazione, Cure Palliative, Ematologia, Medicina Generale (Medici di Famiglia), Medicina Interna, Oncologia, Psicoterapia, Radioterapia

Infermiere

Psicologo
Discipline: Psicologia, Psicoterapia

Approfondire i fondamenti teorici dell’approccio umanistico-esistenziale (Frankl, May, De Marchi, Rogers, Yalom) e la loro declinazione nella medicina e psicologia della cura.

Promuovere una visione integrata della persona, centrata su dignità, libertà, speranza e ricerca di significato (Chochinov, Breitbart), anche in condizioni di malattia avanzata.

Sviluppare competenze relazionali basate su ascolto empatico, autenticità e presenza, pilastri della relazione d’aiuto umanistica.

Favorire la capacità di accompagnare pazienti e famiglie nei processi di adattamento alla perdita, alla morte e al dolore, sostenendo la continuità del senso di sé.

Integrare metodi e strumenti operativi come la Meaning Therapy (Breitbart), la Dignity Therapy (Chochinov) e il lavoro sui valori, adattandoli al contesto palliativo.

Stimolare una riflessione etica e personale sul ruolo del curante, sul senso del limite e sulla dimensione esistenziale della cura.

Rafforzare la consapevolezza del Sé professionale del curante, riconoscendo la relazione terapeutica come luogo di crescita reciproca e di umanizzazione della cura.

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